* Claudio Curci  /  Php developer

IA, la buttafuori del lavoro


Su un recente numero di Eco, la rivista economica diretta da Tito Boeri, è stato pubblicato un interessante grafico a quattro quadranti che mostra l'impatto dell'intelligenza artificiale sulle figure professionali.

Sull'asse orizzontale, con valori compresi tra 0 e 1, è rappresentata la difficoltà di una completa automazione del lavoro: quasi nulla per gli addetti al telemarketing, quasi impossibile per figure come psicologi, magistrati e giuristi.

Sull'asse verticale, con valori compresi tra -1 e 1, è rappresentata l'esposizione all'automazione, ovvero quanto facilmente un lavoro può essere automatizzato (è un lavoro ripetitivo? è basato su flussi di dati?).

Il risultato è un grafico suddiviso in quattro quadranti. Quello in alto a sinistra è il famigerato quadrante delle professioni più esposte e più facili da automatizzare, che verosimilmente scompariranno in un futuro prossimo. Tra queste, oltre ai già citati addetti al telemarketing, figurano anche i dipendenti contabili e i bancari, con conseguente crollo del mito del posto fisso in banca, oggi più precario che mai. Anche i dirigenti bancari svolgono funzioni esposte, ma, grazie al loro ruolo decisionale, si collocano nel quadrante in alto a destra, riservato ai mestieri più difficili da automatizzare. In questo quadrante troviamo anche i medici, in particolare psicologi, dentisti e veterinari.

Nei quadranti inferiori si trovano invece i mestieri meno esposti all’automazione, e quindi più al sicuro: l'IA può sostituire un bancario, ma difficilmente un bidello, un manovale o un cameriere. Sembra quasi che i ruoli si siano invertiti: mestieri un tempo considerati meno prestigiosi stanno oggi diventando una garanzia. Per non parlare dei collaboratori domestici, ancora più al sicuro grazie alla natura intrinsecamente poco ripetitiva del loro lavoro — almeno dal punto di vista dei flussi di dati.

Ci siamo divertiti a chiedere all’intelligenza artificiale di immaginare uno scenario simile, limitato però ai soli mestieri dell’ambito IT. Il quadro è desolante: nessuna professione rientra nei quadranti inferiori (quindi tutte sono più o meno facilmente automatizzabili) e tra le più sostituibili figura proprio quella del programmatore, considerata fino a pochi mesi fa una delle più sicure. Se la cavano un po’ meglio i grafici e i web designer, grazie a un ruolo creativo parzialmente resistente all’automazione. Tutto sommato, se la passano discretamente anche i DevOps, eredi di quelli che un tempo — quando l’informatica era ancora una materia umana — venivano chiamati “capi progetto”. Bei tempi.

Dal 1997, il Php a Roma!

Claudio Curci
Da quasi trent'anni mi dedico alla programmazione, con oltre 20 anni di esperienza come freelance. Credo in un approccio al lavoro in cui la competenza si sposa con la serenità, dove le urgenze sono vizi, non virtù. Mi impegno a supportare i clienti con risposte chiare e soluzioni concrete, evitando inutili tecnicismi. "La vera efficienza si trova nella serenità." – Henry David Thoreau
Infocurci Questo sito non utilizza cookie, non mostra nessuna pubblicità e non profila nulla. Navigate serenamente, siete i benvenuti.

Ambienti / piattaforme di sviluppo

Amazon Booking.com CodeIgniter Joomla Magento Moodle Kelkoo Kigo PayPal Symfony Wordpress Airbnb FormaLms Laravel Prestashop Shopify Whatsapp